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domenica 21 novembre 2010

Weather Molds the Life of Man


The weather molds the life of man,

Has done so since the world began.

It sends the waters down the rivers,

Makes springtime floods and wintry shivers,


The weather molds the life of man:

It calls for coal or else the fan;

The hottest days bring costernation,

we long for fall in desperation,

While from our brow drips perspiration.


The weather molds the life of man,

Wherever we go, whatever we scan,

with frost in spring that kills the peaches,

With summer heat that leisure teaches

And send us flocking to the beaches.


(una buffa poesiola sul tempo meteorologico dal sito della NOAA e la copertina di uno dei migliori album dei mitici Weather Report: da non perdere, se si ama il jazz e con un "nomen omen"......)

domenica 14 novembre 2010

La tempesta dall'Odissea di Omero



Così dicendo radunò i nembi, sconvolse il mare

brandendo il tridente, tutti scateno i turbini

di tutti i venti, e coperse di nubi

la terra e il mare; notte venne dal cielo.

Insieme Euro e Noto piombarono e Zefiro che soffia violento,

e Borea figlioe dell'etere, che il gran flutto rovescia.

Allora si sciolsero petto e ginocchia a Odisseo,

e disse irato al suo cuore magnanimo:

"O me infelice! che ancora mi capita?

.....................................................................

Mentre dicea così, gli s'avventò un'onda altissima,

con terribile impeto, e fece girare la zattera.

Lontano, fuori dalla zattera fu sbalzato e il timone

lasciò andare di mano: in mezzo si spezzò l'albero

sotto l'orrenda raffica dei venti lottanti,

lontano la vela e l'antenna caddero in mare.

Molto tempo rimase sommerso, non fu capace

di tornare a galla, sotto l'assalto della grande onda:

le vesti lo appesantivano, che Calipso lucente gli aveva donate.

Finalmente riemerse e dalla bocca sputò l'acqua salsa,

amara, che a rivi gli grondava dal capo.

ma pur così affranto, non si scordò della zattera,

e slanciandosi dietro fra l'onde la riafferò,

vi sedette nel mezzo, evitando la fine.

Omero, Odissea, (trad. Rosa Calzecchi Onesti), Einaudi, Torino 1972 - Libro V, vv. 291-326.

La Nebbia e Giovanni Pascoli: il bello dell'intimità invernale


Pierre-Auguste Renoir, View of Venice, Fog. 1881



La maggior parte delle persone non ama questa stagione in cui le giornate finiscono troppo presto e l'atmosfera spesso è fosca e grigia; sono in molti a passare l'autunno e l'inverno attendendo con impazienza il ritorno del caldo, ma anche questo periodo può offrire qualcosa di bello se lo si sa vedere. In questo componimento, Pascoli descrive il senso di intimità e sicurezza di cui è alla continua ricerca proprio tramite la Nebbia, che tanto spesso ricopre le nostre regioni in durante la stagione fredda:


Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli
d'aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valeriane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che dànno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, solo quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.

giovedì 11 novembre 2010

L'estate di San Martino di Carducci













Evidentemente anche quando Carducci scrisse i suoi celebri versi, come in questi giorni, l'estate di San Martino aveva un po' tradito le aspettative...per la serie, come consolarsi con un bicchiere di vino!



La nebbia a gl'irti colli Piovigginando sale,

E sotto il maestrale Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo

Dal ribollir de' tini

Va l'aspro odor de i vini L'anime a rallegrar.

Gira su' ceppi accesi

Lo spiedo scoppiettando:

Sta il cacciator fischiando

Su l'uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi

Stormi d'uccelli neri,

Com'esuli pensieri,

Nel vespero migrar.

Il mito del Diluvio Universale. Cosa c'è di vero attraverso un articolo di Lionello Bianchi